L'INDAGINE SUL PRECARIATO

 

07.04.2008 - Il 4 e il 5 aprile a Cagliari l’Ordine dei Giornalisti della Sardegna ha esaminato il “fenomeno del precariato” in due distinte riunioni con il delegato del Gruppo di lavoro del Consiglio nazionale che sta svolgendo un’indagine in tutta Italia. Alle riunioni hanno partecipato l’Associazione della stampa, la Commissione permanente sul precariato (Ordine e Assostampa), i consiglieri nazionali eletti in Sardegna, il Gus (gruppo uffici stampa), i comitati di redazione e rappresentanti dei giornalisti precari. I contenuti del dibattito saranno operativamente sviluppati dalla Commissione precariato.
Dopo le due riunioni, il presidente dell’Odg sardo, Filippo Peretti, ha diffuso un comunicato, rivolto soprattutto ai vertici dell’Odg nazionale.

 

Ecco il testo integrale.

Il 4 e il 5 aprile a Cagliari il Consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna ha esaminato il “fenomeno del precariato” in due distinte riunioni con il delegato del Gruppo di lavoro del Consiglio nazionale. Alle riunioni hanno partecipato anche i dirigenti sindacali e rappresentanti dei giornalisti precari. Il dibattito sarà operativamente sviluppato dalla Commissione regionale permanente sul precariato, istituita quattro anni fa da Ordine e Associazione della stampa.

L’Ordine dei giornalisti della Sardegna ha affrontato il confronto con spirito costruttivo, cogliendo l’occasione per dare un contributo al miglioramento e al rafforzamento dei rapporti istituzionali, pur nella distinzione delle responsabilità, tra l’Odg nazionale e gli Odg regionali, rapporti entrati in crisi qualche mese fa sul caso del Quadro di indirizzi sulle scuole di giornalismo e che andrebbero recuperati al più presto nell’interesse generale e nel pieno rispetto delle competenze di ciascuno.

L’Ordine dei giornalisti della Sardegna auspica l’immediata ripresa del confronto anche sulla riforma dell’Ordine. E’ un tema vitale per la professione e gli Ordini regionali, incaricati di tenere gli Albi e di vigilare sugli iscritti, non possono essere emarginati. Una voce corale degli Odg sarebbe ancora più importante nel momento in cui sembra riaprirsi il dialogo tra Fnsi e Fieg, dialogo che, pur nella distinzione dei ruoli con il sindacato, l’Ordine può arricchire con l’obiettivo di conquistare una riforma complessiva in linea con le profonde trasformazioni della professione.

Sul precariato, l’Ordine dei giornalisti della Sardegna, che ha già dato un primo contributo con gli incontri con il delegato del Gruppo di lavoro, invita l’Ordine nazionale a chiarire lo scopo dell’indagine. La predisposizione di un nuovo “libro bianco”, già realizzata dal sindacato, sarebbe inutile: i numeri sono ormai sotto gli occhi di tutti, il fenomeno è in rapidissima crescita, è giunto il momento di cercare credibili soluzioni. L’Odg nel suo complesso può invece dare un apporto originale soffermandosi sulla professione che cambia proprio per via del crescente fenomeno del precariato (i servizi giornalistici affidati sempre più a strutture esterne alle redazioni, spesso agli stessi precari) e su come intervenire per garantire a tutti (alle redazioni e ai precari) i fondamentali e irrinunciabili diritti e doveri indicati dall’ordinamento: l’autonomia professionale, la dignità di tutti gli iscritti all’Albo, le retribuzioni adeguate all’impegno e alla qualità del lavoro, le garanzie e il rispetto della deontologia professionale. Sono temi che riguardano il presente e il futuro del giornalismo e sui quali, secondo il dettato della legge ordinistica, vanno coinvolti gli editori con l’obiettivo di assicurare e potenziare, anche nel loro interesse, la credibilità e il ruolo delle imprese di informazione.

A questo scopo, l’Odg della Sardegna ha elaborato la “Carta sul Precariato (Cagliari, 31 marzo 2008)”, che si allega al presente documento. La “Carta” punta a dare un contributo perché il precariato non si sviluppi in maniera selvaggia a danno sia della professionalità dei precari e del ruolo nevralgico delle redazioni, sia del prestigio delle aziende editoriali.

Università e accesso alla professione, riforma e rilancio del ruolo del giornalismo, precariato. Argomenti sui quali l’Ordine nel suo complesso ha il compito strategico di scongiurare sia fratture interne (tra Odg nazionale e Odg regionali, tra Ordine e sindacato, tra giornalisti garantiti e precari) sia l’isolamento esterno (è infatti minacciosa la morsa editori-politica). In caso contrario anziché l’auspicata riforma si avrebbe la totale abrogazione della legge 69 del 1963 con la cancellazione non solo degli organismi ma soprattutto delle garanzie poste a tutela dell’autonomia professionale e quindi della corretta informazione.



Il presidente
Filippo Peretti