CASO NOTIZIA FALSA, GIORNALISTA SOSPESO PER UN ANNO

 

21.01.2008  Testa era incolpato per aver scritto sul quotidiano L'Unione Sarda, nell'edizione del 25 settembre 2007, una notizia dal titolo "Ruba per fame, perdonato in bottega", che lo stesso giornale, con una comunicazione formale ai lettori del 27 settembre 2007, aveva dichiarato essere "totalmente falsa".

Nei confronti di Alessandro Testa, il 4 ottobre 2007 era stato avviato un procedimento disciplinare per violazione dell'articolo 2 della legge n.69/1963 istitutiva dell’Ordine (in riferimento all'"obbligo inderogabile" del "rispetto della verità sostanziale dei fatti" e in riferimento alla prescrizione secondo cui i giornalisti "sono tenuti a promuovere" anche "la fiducia tra la stampa e i lettori").
Si è contestata anche la violazione della Carta dei Doveri approvata dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti (in particolare nel punto in cui afferma che "il giornalista deve sempre verificare le informazioni ottenute dalle sue fonti, per accertarne l'attendibilità e per controllare l'origine di quanto viene diffuso all'opinione pubblica, salvaguardando sempre la verità sostanziale dei fatti").

Nel corso del procedimento, Alessandro Testa ha respinto ogni addebito. Il Consiglio dell’Ordine, per chiarire la vicenda, ha esaminato gli atti e sentito diversi testimoni. Oggi il Consiglio si è riunito in camera di consiglio e ha riconosciuto Alessandro Testa colpevole degli addebiti contestati.

Il Consiglio ha esaminato due possibili sanzioni per la gravità del fatto: la radiazione (prevista nel caso in cui l’iscritto “con la sua condotta abbia gravemente compromesso la dignità professionale fino a rendere incompatibile con la dignità stessa la sua permanenza nell’Albo”) e la sospensione (prevista nel caso in cui l’iscritto “con la sua condotta abbia compromesso la dignità professionale”).

Valutando la gravità dell’accaduto, anche per la rilevanza nazionale del caso che ha danneggiato la credibilità della professione, ma considerando che Alessandro Testa è stato incolpato per un solo articolo e che la “notizia falsa” non ha danneggiato terzi esterni alla categoria, il Consiglio ha optato all’unanimità per la sospensione, decidendo per la previsione massima prevista dalla legge, vale a dire per un anno.