10.04.2013 - I GIORNALISMI AI TEMPI DI TWITTER: I giornalisti italiani, l’etica professionale e l’informazione on line Secondo appuntamento, lunedì 15 aprile, nella Sala Geymonat della Facoltà di Studi Umanistici (Sa Duchessa) a Cagliari con "I giornalismi ai tempi di Twitter – nuove strategie dell’informazione", l’iniziativa che vuole offrire strumenti aggiornati di lavoro e riflessione, utili per le differenti forme di giornalismo. L’incontro è organizzato dall’Ordine dei Giornalisti della Sardegna, dal consigliere nazionale Giuseppe Murru, dal GUS sardo (Gruppo Uffici Stampa) e realizzato in collaborazione con il Corso di laurea in Scienze della Comunicazione.
Dalle ore 9.30 alle ore 11 il programma prevede una prima parte dal titolo Giornalisti in Rete e diritto: problemi e opportunità tenuta dagli avvocati Giovanni Maria Gallus e Francesco Paolo Micozzi. La Rete, soprattutto con l'esplosione del Web 2.0 e dei social network, mette infatti a disposizione del giornalista un patrimonio informativo immenso. Ma attingere da questo patrimonio, spesso non strutturato, può generare pesanti responsabilità, sotto diversi profili (diffamazione, violazioni in tema di diritto d'autore, trattamento illecito di dati personali). Nel corso dell’incontro saranno affrontate quindi le principali problematiche, cercando di fornire consigli pratici e soluzioni operative.
Con inizio alle ore 11 e fino alle ore 13, il programma prosegue con Enrico Finzi, presidente dell’Istituto Astra Ricerche, che presenta l’indagine dal titolo I giornalisti italiani, l’etica professionale e l’informazione on line. La ricerca è stata commissionata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e presentata a Roma il 7 febbraio scorso in occasione della cerimonia per cinquant’anni dell’istituzione dell’Ordine svoltasi nell’aula dei gruppi parlamentari della Camera, nell’ambito di un significativo convegno dal titolo Giornalisti: mezzo secolo di Ordine tra etica, professionalità e cambiamento al quale hanno anche partecipato Monica Maggioni direttrice di Rai news; Caterina Malavenda avvocato cassazionista, penalista e giornalista pubblicista; Francesco Occhetta, giornalista e gesuita.
L’indagine è stata realizzata tra il 7 e il 19 gennaio 2013 tramite 1.681 interviste on line somministrate a un campione di giornalisti italiani: per il 58% professionisti, per il 35% pubblicisti, per il 7% praticanti.
Lo studio si divide in due parti: la prima riguardante l’etica e la deontologia professionali, la seconda focalizzata sull’informazione via Internet e sulle sue conseguenze sul mondo dei media e della professione. Fra i dati più rilevanti, emerge la consapevolezza da parte dei giornalisti della necessità di una formazione più approfondita e di un approccio sempre più stretto nei confronti dell’innovazione. Decisamente più negativo appare la percezione che i giornalisti hanno del grado di eticità e della qualità complessiva dei mezzi di informazione. Il futuro economico della professione è poi vista negativamente: chiuderanno molte testate, i contratti diventeranno sempre più un miraggio, l’autonomia culturale e professionale sarà sempre più dura da difendere.
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Enrico Finzi è presidente di AstraRicerche (indagini sociali e di marketing, scenari e consulenza), sociologo e giornalista professionista. È stato sino a fine 2008 presidente nazionale della TP (Associazione Italiana Pubblicitari), l’organizzazione che dal 1945 rappresenta i professionisti della comunicazione. Ha maturato significative esperienze in diversi ambiti: docenza universitaria, direzione di istituti di ricerca (Fondazione Agnelli, Società di Studi Politici, InterMatrix), management (direttore marketing del Gruppo Rizzoli-Corriere della Sera) e giornalismo (Il Sole 24 Ore, L’Espresso). È autore di saggi e studi di sociologia, marketing e storia contemporanea: i più recenti sono Come siamo felici (Sperling & Kupfer - 2008), che è un’analisi della “Italian way to happiness”, e il volume su "La storia sociale dei consumi in Italia dal 1951 al 2011" (Edizioni Compass).
Giovanni Battista Gallus, LL.M., PhD, patrocinante in Cassazione, collabora con la cattedra di Informatica Giuridica e Informatica Giuridica Avanzata della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Milano, relatore in svariati convegni e seminari e autore di diverse pubblicazioni in tema di diritto dell'informatica, privacy e diritto d'autore. Presidente del Circolo dei Giuristi Telematici, la più antica associazione del web giuridico, e fellow del Centro Hermes per la trasparenza e i diritti digitali.
Francesco Paolo Micozzi, avvocato, si occupa di diritto penale, con particolare predilezione per il diritto dell’informatica, delle nuove tecnologie, privacy e diritto d’autore. È autore per LeggiOggi (www.leggioggi.it) e cura il blog Quid Novi (www.micozzi.it). Collabora con le cattedre di Informatica Giuridica e Informatica Giuridica Avanzata dell'Università di Milano, fa parte dei redattori della rivista "Ciberspazio e Diritto" (Mucchi Ed.) ed è fellow dell'Hermes Center for Transparency and Digital Human Rights. Fa parte del comitato esecutivo dell'Istituto per le politiche dell'innovazione ed è relatore in svariati convegni, corsi di formazione e seminari in tema di diritto d'autore, privacy, diritti digitali e reati informatici. Collabora con il mensile Linux Pro (Sprea Ed.) dove tratta argomenti relativi a diritto e software libero. Ha pubblicato, tra gli altri, I nuovi reati informatici (Giappichelli, 2009), di cui è coautore, e l'ebook Il sequestro dei siti internet (Altalex, 2010).

UFFICIO STAMPA
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