UNA BELLA GIORNATA DELL’INFORMAZIONE

 

11.05.2009 - Grande partecipazione di giornalisti e di politici alla Giornata dell’Informazione che in Sardegna, il 9 maggio, si è svolta a Sassari. Forte la spinta verso riforme che rafforzino l’autonomia della professione giornalistica e degli editori.

 



Da Sassari, in occasione dell’iniziativa promossa in tutta Italia dall’Ordine nazionale e organizzata dall’Ordine regionale, arriva una spinta forte per le riforme dell’ordinamento professionale e dell’editoria. I lavori si sono svolti nella sala conferenze de La Nuova Sardegna: il presidente dell’Ordine regionale, Filippo Peretti, ha ringraziato la direzione e l’azienda affermando che la storia del quotidiano sassarese, con i suoi alti e bassi, con le sue crisi (la chiusura all’epoca del fascismo, il declino all’epoca del monopolio rovelliano) e i suoi rilanci (con la passione degli editori puri) è emblematica delle difficoltà e delle potenzialità dell’intero sistema editoriale e giornalistico.

LE RELAZIONI
Obiettivo centrale, illustrato in apertura da Peretti, sono l’autonomia dei giornalisti e degli editori, a garanzia dei «diritti dei lettori» a sapere e conoscere e del «dovere dei giornalisti» di dare conto dei fatti di pubblico interesse, a prescindere da interessi diversi anche dei poteri editoriali.
La relazione del presidente è stata integrata da quelle del consigliere nazionale Giancarlo Ghirra, che ha illustrato le linee guida per una riforma condivisa della legge professionale, e di Maria Francesca Chiappe, presidente dell’Unione dei cronisti sardi, che si è soffermata sui danni del ddl Alfano rispetto al diritto dei cittadini a sapere come procedono le inchieste giudiziarie.

I POLITICI
Dopo le relazioni, il dibattito è stato aperto dall’intervento del senatore Beppe Pisanu, presidente della commissione Antimafia. Pisanu ha colto l’occasione per lanciare anche un forte messaggio politico: «La qualità dell’impegno dei giornalisti, per la pluralità delle idee, per lo sviluppo, è importante per la Sardegna. Dico: Sardegna svegliati! E voi giornalisti caricate la sveglia. La Sardegna sta davvero andando male. Serve una sostanziale unità dei sardi attorno a un condiviso progetto di sviluppo e una buona informazione che ne faciliti il confronto delle idee, alimenti la buona politica». Entrando nel merito delle proposte del settore dell’informazione, Pisanu ha detto: «Più importante di tutto sarà una nuova legge sull’editoria. Da questa dipenderà il futuro della libertà di stampa in questo Paese. Oggi è in sofferenza la carta stampata: ne farà le spese anche la politica, che proprio nella carta stampata trova le migliori garanzie per la pluralità delle idee, della cultura del confronto democratico. Oggi purtroppo, anche nei giornali, le idee cedono il passo alle emozioni, le analisi ai sondaggi, la politica alla comunicazione».
Oltre Pisanu hanno parlato numerosi esponenti della politica sarda e nazionale: i parlamentari Federico Palomba, Piero Testoni, Guido Melis e Giulio Calvisi, i consiglieri regionali Silvestro Ladu e Mario Bruno. E’ intervenuto, inoltre, il prorettore dell’Università di Sassari, Attilio Mastinu. Presenti il presidente dell’Anci Sardegna, Tore Cherchi, i deputati Carmelo Porcu e Bruno Murgia, il sindaco di Alghero Marco Tedde.

IL SINDACATO
Del ruolo fondamentale delle redazioni nella difesa della professione e a garanzia dei lettori ha parlato Daniela Scano, che è consigliera nazionale della Fnsi, a nome del Cdr della Nuova Sardegna.
La situazione sarda è stata illustrata dal presidente dell’Assostampa, Francesco Birocchi, il quale ha tracciato un quadro non pessimistico, anche se le difficoltà - ha detto - non mancano.
I lavori della giornata sono stati chiusi dal segretario della Fnsi, Franco Siddi. «L’Ordine - ha detto - va riformato, ma l’autogoverno della categoria va confermato, con un organismo nazionale non pletorico e rappresentativo della professione. Non corrisponde alla realtà professionale una categoria di 120 mila iscritti, visto che quasi la metà ne è fuori da tempo». Per Siddi la proposta bipartisan di legge di riforma dell’Ordine presentata da Pisicchio, Mazzuca, Giulietti e altri parlamentari, sulla base di un progetto del consiglio nazionale dell’Ordine, è un grande passo avanti: snellimento del consiglio, accesso, formazione, procedure della disciplina deontologica più agili, Giurì per la lealtà dell’informazione sono elementi significativi. Si può anche osare di più, specie in materia di privacy. «Si possono togliere gli alibi a chi vuole imbavagliare la stampa con la scusa della privacy, prevedendo un organismo partecipato dal Garante che si pronunci entro tre giorni sui ricorsi dei cittadini», ha suggerito il segretario della Fnsi. Siddi ha poi rivolto un appello al Governo perché elimini dal ddl Alfano sulle intercettazioni le norme che vietano di fatto la cronaca giudiziaria: «Sono inaccettabili, da contrastare in ogni sede e se approvate non concorreranno certo alla buona considerazione e al buon nome dell’Italia nel mondo». «No ai bavagli» è per Siddi un imperativo democratico. «La sfida sulla privacy e sulla lealtà dell’informazione si fa e si vince su altro terreno: quello della qualificazione e dell’autonomia dell’informazione che passa per gli statuti della professione (da riformare, certo), dalla tenuta del contratto di lavoro dei giornalisti e, finalmente, dallo statuto di autonomia dell’impresa editoriale».

ARTICOLO 21
Alla Giornata dell’Informazione, per i suoi obiettivi delle riforme legislative e di rilancio della professione, ha aderito l’associazione Articolo 21 attraverso un messaggio inviato dal portavoce sarde Ottavio Olita. Un’adesione che ha già prodotto frutti operativi: tra i firmatari della proposta di legge di riforma dell’Odg c’è Giuseppe Giulietti, portavoce nazionale di Articolo 21.

 

Rassegna stampa:

 

"L'Unione Sarda"   (file .pdf)