LIBERTA' DI CRONACA, L'ODG SARDO ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE DEL 5 NOVEMBRE

 

28.10.2008 - L'Ordine dei giornalisti della Sardegna aderisce alla manifestazione nazionale organizzata dall'Unci in programma a Roma il 5 novembre in difesa della libertà di cronaca. La protesta è soprattutto per le limitazioni del ddl Alfano sulle intercettazioni, provvedimento che è esteso anche a numerosi atti di giudiziaria: se il testo venisse approvato così com'è, i giornalisti sarebbero messi nell'impossibilità di informare i cittadini sulle inchieste della magistratura.


Ecco il testo del comunicato diffuso dall'Unci a conclusione del tour che ha fatto tappa anche a Cagliari con la consegna del documento dei giornalisti sardi (Assostampa e Ordine) nel palazzo di giustizia.

Si è concluso sabato 25, all’ombra del Castello Estense di Ferrara, il Giro d’Italia della Libertà d’informazione promosso dall’Unci d’intesa con Fnsi e Ordine dei Giornalisti, e realizzato da Gruppi regionali cronisti, Associazioni Stampa e Ordini Regionali. Dall’inizio, il 28 giugno a Venezia, sono state 26 le tappe che hanno visto i cronisti incontrare i cittadini nelle piazze di tutta Italia per spiegare loro che il ddl del governo azzera la cronaca giudiziaria per un lungo periodo provocando molteplici gravissimi guasti: tra l’altro priva i cittadini del loro diritto costituzionale di essere informati e rende opaco il modo di amministrare la giustizia, un rischio che molti alti magistrati hanno denunciato come incostituzionale. Dopo Venezia, le manifestazioni si sono svolte a Roma, Viareggio, Trento, Bolzano, Milano, Napoli, Senigallia (An), Sciacca (Ag), Forlì, Palermo, Siracusa, Firenze, Bari, Torino, Cagliari, Genova, Ferrara. I cronisti di Latina hanno fatto molteplici volantinaggi: oltre che nel capoluogo anche a Sabaudia, Formia, Gaeta, Aprilia, Sezze, Anzio, Cisterna. A Ferrara si sono tirate le fila di questa grande mobilitazione che avrà il suo culmine il 5 novembre a Roma nella grande manifestazione nazionale che vedrà la partecipazione di tutti gli organismi del giornalismo italiano: Fnsi, Ordine, Unci, Usigrai, Inpgi, Casagit, Fondo complementare, Associazioni e Ordini regionali. I cronisti saranno in piazza con striscioni e cartelloni che recano la parola d’ordine, coniata dai cronisti lombardi, Liberi d’informare, Liberi di sapere, e con cappellini bianchi con la scritta Stampa Libera.