IL CASO STAMPA E MINORI

 

27.06.2008 - L’Odg della Sardegna si è rivolto ai colleghi per suggerire cautela e rispetto delle norme sulla privacy e della Carta di Treviso. Ecco il testo della lettera inviata dal presidente Filippo Peretti ai direttori, ai cdr, alle redazioni.

La stampa ha dato grande risalto al caso di un bambino di due anni che, affetto da una malattia rarissima, rischia di perdere la vita perché il farmaco non è più in produzione. E’ uno dei rarissimi casi (sequestro di persona, smarrimento, pericolo di morte) in cui il giornalista, superando la norme sulla privacy e la Carta di Treviso, può valutare se rendere pubbliche le generalità “sia nell’interesse esclusivo e oggettivo del minore”. Scrivendo della drammatica vicenda, la stampa ha svolto un ruolo di supplenza e ha consentito di trovare subito una soluzione al problema.
Ora, per evitare che “in nome di un sentimento pietoso si arrivi ad un sensazionalismo che finisce per divenire sfruttamento della persona” (dalla Carta di Treviso), il bambino ha pieno diritto di recuperare la propria privacy. Questa linea di condotta suggerita dalle norme deontologiche non impedisce assolutamente ai giornalisti di continuare a parlare del problema generale e del fatto di cronaca in particolare e a vigilare perché gli impegni a favore del piccolo paziente siano effettivamente mantenuti.
Del resto, proprio in questi giorni, la legge sulla privacy, che protegge dalla curiosità le persone affette da malattie, è stata rispettata anche dai giornali sardi nel caso del dipendente della Regione denunciato per essersi assentato per quattro anni, durante i quali si sarebbe laureato e candidato alle elezioni politiche. Se la privacy vale per i presunti “fannulloni”, a maggior ragione deve valere – ed essere quindi rispettata – per i minori incolpevoli e sfortunati.