SASSARI, LE SFIDE DEL GIORNALISMO

 

19.05.2008 - Grande partecipazione alla due giorni sassarese sul giornalismo e sulla televisione pubblica locale. Organizzati dal Master di giornalismo dell’Università di Sassari e dall’Ordine dei giornalisti della Sardegna, i due dibattiti hanno fornito interessanti spunti di riflessione. Sono stati inoltre consegnati i tesserini di praticante agli allievi del Master e due borse di studio intitolate al giornalismo Mario De Murtas, prematuramente scomparso: sono state due cerimonie significative perché l’iscrizione al Master dimostra la volontà di accedere alla professione attraverso il canale della formazione culturale; e l’impegno della famiglia dimostra l’orgoglioso attaccamento a una professione difficile e faticosa.
 

 

 

(Siddi - Peretti - Del Boca / foto di Mauro Chessa ' La Nuova Sardegna ' )

 


Di seguito pubblichiamo gli articoli della “Nuova Sardegna” del 17 e del 18 maggio.

Con i dirigenti sindacali e dell’Ordine riflessioni su un lavoro che cambia
«Per un giornalismo libero»
Due giorni di convegno a Sassari: esperti a confronto

di Pier Giorgio Pinna

SASSARI. Quale informazione? Che prospettive tra mercato locale e globale? Come e quanto cambia la professione? Qualche risposta è arrivata dal convegno organizzato da Scienze politiche. Appuntamento che ha consentito uno sguardo dai tratti realistici al futuro del giornalismo. Tema conduttore, appunto, il ruolo dei media nel mercato regionale e internazionale. In primo piano: docenti, dirigenti di Ordine e sindacato di categoria, politici, rappresentanti del mondo dell’istruzione. Occasione formale: la consegna dei tesserini professionali ai 30 giornalisti del Master di Sassari. Opportunità sostanziale: una messa a fuoco sullo stato del pianeta-comunicazione. Tutto nell’Aula rossa della facoltà, al Quadrilatero di viale Mancini, in una due-giorni che continuerà stamane con altri relatori: logica prosecuzione di una serata già ricca d’interventi, spunti e proposte. Prima, i ringraziamenti del sindaco, Gianfranco Ganau, del preside di Scienze politiche, Virgilio Mura, del direttore della scuola, Rosario Cecaro, del prorettore dell’università sassarese, Attilio Mastino. Poi, le relazioni e il confronto tra esperti. Occupazione, tecnologie, rinnovamento, indipendenza, libertà, contratto, sfide antiche e nuove: tantissimi gli argomenti affrontati. Spesso da differenti angoli visuali. Analitica la riflessione di Andrea Cerase, dottore di ricerca in scienze della comunicazione alla Sapienza e prof a contratto nell’ateneo sassarese: «La spinta alla frammentazione delle informazioni offre al tempo stesso rischi ed elementi positivi. Con un’avvertenza: nessun mezzo, per quanto sofisticato, potrà mai sostituire la capacità di scrivere bene un articolo». Da Cecaro un focus sulla multimedialità delle lezioni operative nel Master: non più e non solo carta stampata, ma anche giornale online, tv e radio nel web. Il presidente regionale dell’Ordine, Filippo Peretti, ha molto insistito sui valori dell’autonomia professionale e del rispetto della verità sostanziale dei fatti. Quello dell’Assostampa sarda, Francesco Birocchi, si è soffermato sulle difficoltà di verifica delle notizie: «In un mondo dell’informazione sempre più convulso l’accesso alle”fonti” e i tempi di produzione diventanto spesso proibitivi». E il segretario nazionale della Fnsi, Franco Siddi, ha incalzato: «Preferisco dipingere il futuro del nostro lavoro come grigio, e non nero, perché credo si siano aperti spiragli da quando gli editori si sono riconvinti che la nostra forza affonda le sue radici nella credibilità: dobbiamo essere primi nel dare le notizie e primi nella qualità». Le conclusioni sono state affidate al presidente nazionale dell’Ordine, Lorenzo Del Boca: «In una professione profondamente cambiata la preparazione individuale costituisce ancora un valore aggiunto decisivo».


«Una Rai più sganciata dai partiti»
E sulla tv pubblica locale un confronto con Catalogna e Scozia
Borse di studio per due allievi del Master

di Pier Giorgio Pinna

SASSARI. Un mondo in travolgente cambiamento, quello del giornalismo. Trasformato da rivoluzioni tecnologiche e scossoni sociali più che da mutamenti nelle basi della professione. Rimane infatti ben visibile il filo che lega passato, presente, futuro. Lo stesso che unisce media territoriali e globali. Coinvolge tv pubblica ed emittenti private. Mette in connessione web, radio, carta stampata. Con qualche novità emersa alla due-giorni organizzata nella facoltà di scienze politiche sui temi della comunicazione. Intanto per le dichiarazioni di Franco Siddi, segretario nazionale del sindacato di categoria (Fnsi), a proposito della Rai e alla luce dell’ultima inchiesta dell’«Espresso» che denuncia gli sprechi di mamma tv: «Bisogna dare più indipendenza all’intero sistema del servizio pubblico, sganciarlo dai tempi degli avvicendamenti parlamentari, affidare la gestione a membri terzi, qualificarlo con una moderna governance. Guardando al caso sardo, occorre invece una rete federale». Poi per il messaggio del neosenatore Vincenzo Vita (Pd), già docente nel Master in giornalismo sassarese ed ex sottosegretario ai problemi dell’informazione: «Ci si deve attivare per una stagione di riforme: l’obiettivo di fondo è puntare a una nuova primavera della comunicazione». Infine per la levatura internazionale dei professori intervenuti al dibattito di ieri mattina col bagaglio delle esperienze attuate nei loro Paesi: da Joan Barata Mir, dell’università di Barcellona, membro del Catalan Broadcasting Council, a Robert Beveridge, che insegna nella Napier University di Edimburgo e lavora come consulente per la Bbc. Quest’ultimo si è soffermato su leggi e prassi per le tv pubbliche in vigore nella sua Scozia rispetto al potere centrale di Londra. E il primo, sulla medesima falsariga, ha invece rammentato i grandi passi avanti compiuti a Barcellona e dintorni nella valorizzazione delle risorse culturali locali attraverso un uso oculato dei mass media. Organica e superdocumentata la relazione di Flavia Barca, che opera per l’Istituto sull’economia dei media della Fondazione Rosselli e insegna nell’ateneo di Teramo. Di fatto, un excursus dal secondo dopoguerra a oggi, dal monopolio Rai alla liberalizzazione prima parziale e poi sempre più estesa. Sino ad arrivare ai giorni nostri. «Con un ruolo mancato in questo settore da parte di molte Regioni e fratture mai sanate nei decenni», ha concluso la docente. Il direttore della sede Rai per la Sardegna, Romano Cannas, si è quindi riallacciato alle realtà tratteggiate dagli esperti catalano e scozzese per augurarsi una sempre maggiore autonomia nella gestione dell’informazione su scala locale. E nel dibattito, coordinato dal giornalista Rosario Cecaro, ha molto insistito sul futuro del web e della tv digitale nell’isola. Un’isola-laboratorio che già adesso gli appare all’avanguardia nella sperimentazione. Al termine, la cerimonia per l’attribuzione delle borse di studio intitolate alla memoria di Mario De Murtas. La vedova, Maria Teresa Sarais, le ha consegnate a due allievi della scuola in giornalismo di Sassari, Monia Melis e Alessandro Tedde. All’iniziativa, pensata e fortemente voluta dalla famiglia del redattore della «Nuova Sardegna» scomparso sei anni fa, hanno contribuito l’Assostampa sarda, l’Ordine regionale, l’Istituto per la previdenza e la Cassa integrativa per l’assistenza ai giornalisti italiani.