INFORMAZIONE E PUBBLICITA’

 

23.02.2007 - Il rispetto delle norme deontologiche è un dovere assoluto per i giornalisti. E, sul piano generale, è anche un’esigenza per difendere a testa alta la professione dai sempre più numerosi attacchi strumentali che provengono da più parti. Anche per questo motivo, l’Ordine ha avviato da tempo un confronto sull’aggiornamento delle Carte. In questa ottica, nell’ultima riunione del Consiglio nazionale il presidente della Commissione Cultura, Felappi, ha illustrato una nota relativa alle possibili linee guida di aggiornamento dei doveri del professionista in ordine ai rapporti tra informazione e pubblicità. Ecco il testo integrale.

 

INFORMAZIONE E PUBBLICITA’

 

CODICE DI AUTODISCIPLINA

 

L’Ordine dei Giornalisti, con i suoi poteri di Ente pubblico, vigila nei confronti di tutti e nell’interesse della collettività, sulla rigorosa osservanza di quella dignità professionale che si traduce, anzitutto e soprattutto, nel non abdicare mai alla libertà di informazione e di critica e nel non cedere a sollecitazioni che possano comprometterla (Sent.n.11/1968 Corte Cost.) come quelle che, sempre di più, provengono dalla pubblicità.

Al fine di evitare una pericolosa commistione che sta inquinando il rapporto di fiducia tra giornalista-testata-lettore, si stabilisce che:

 

1)     La pubblicità deve essere palese, veritiera e corretta (Art.1, comma 2, D.L. 25/1/1992 n.74)

 

2)     Costituisce illecito disciplinare, in quanto contrario al prescritto dovere di lealtà nell’informazione, il comportamento del Direttore responsabile di un periodico, che avalli la pubblicazione di una copertina e di articoli dotati di contenuto pubblicitario non chiaramente differenziato rispetto al dato informativo (Trib. MI 11/2/1999). In particolare è dovere del Direttore di un giornale o di un periodico evitare che prodotti reclamizzati appaiano nella stessa pagina e vengano confusi con i testi redazionali. L’omesso controllo è severamente sanzionabile.

L’autore del servizio redazionale e il Capo servizio che, prima o dopo la pubblicazione, verifichino la commistione pezzo/pubblicità, hanno il dovere di segnalarlo al Direttore. In caso contrario sono sanzionabili come il Direttore.

 

3)     Il giornalista che redige articoli a sostegno di campagne pubblicitarie o che accetta che il suo pezzo compaia in pagine o inserti la cui natura è chiaramente promozionale, deve togliere la propria firma.

 

4)     Il giornalista non può fare spot pubblicitari né può prestare il proprio volto ed essere testimonial di prodotti, aziende e iniziative con finalità commerciali, neppure se i proventi vengono devoluti in beneficenza.

 

5)     L’art.5 del Codice di autoregolamentazione per l’informazione economica e finanziaria stabilisce che il giornalista, tanto più se ha responsabilità direttive, deve assicurare un adeguato standard di trasparenza sulla proprietà editoriale del giornale e sull’identità di eventuali interessi di cui siano portatori i suoi analisti e commentatori esterni in relazione allo specifico argomento dell’articolo. In particolare va precisato al lettore chi è l’editore del giornale quando un articolo tratti problemi economici e finanziari che direttamente lo riguardino e possano in qualche modo favorirlo o danneggiarlo.

 

6)     Il giornalista che compia viaggi organizzati da società private o pubbliche è tenuto a rispettare il valore etico dell’obiettività fornendo tutte le informazioni, anche quelle negative, sulla materia oggetto del servizio e sulle opportunità offerte dal mercato.

 

7)     Il giornalista rifiuta pagamenti, rimborsi spese, elargizioni, vacanze gratuite, trasferte, inviti a viaggi, facilitazioni e tutto ciò che possa condizionare il suo lavoro e l’attività redazionale o ledere la sua credibilità e dignità professionale.

 

8)     Il giornalista che partecipa ad un viaggio a nome di una testata lo farà soltanto previa esplicita autorizzazione del Direttore della testata.

 

9)     Un articolo collocato in una rubrica dedicata alla salute o alla bellezza contenente specifici riferimenti, anche fotografici, a determinati prodotti nonché ad un eventuale inserto recante consigli sull’igiene, accompagnati dall’indicazione dei prodotti da prediligere con relativa documentazione fotografica, è da qualificarsi come messaggio pubblicitario.

 

10) Il giornalista può rifiutarsi, senza subire alcun danno, di svolgere compiti che risultino in contrasto con questo Codice di autodisciplina.

 

La violazione delle norme contenute in questo Codice può comportare sanzioni disciplinari fino alla radiazione.

 

Roma, 13 Febbraio 2007

 

Commissione Culturale

 

CLAUDIO ALO’

GIUSEPPE ANZALONE

SILVANO BERTOSSI

LAURA CANCELLIERI (Segretario)

RINO FELAPPI   (Presidente)

GIANFRANCO RICCI  (Vice Presidente)

SABRINA TALARICO

CLAUDIO SANTINI (Esecutivo)