27.04.2016 - LA MORTE DI FRANCO FIORI, IL RICORDO DI FRANCESCO BIROCCHI Ho incontrato Franco Fiori pochi giorni fa nella sede dell’Ordine dei giornalisti. Era lì per un adempimento legato al suo incarico di Revisore dei conti. Abbiamo parlato, come facevamo spesso, della professione e degli enti dei giornalisti. Ci si lamentava delle prestazioni della Casagit. E lui lo faceva, come al solito, con sottile ironia. Tanto che abbiamo finito per riderci su. Ecco, l’ironia, l'abitudine di sdrammatizzare, la capacità di vedere il lato positivo in ogni persona ed in ogni accadimento, erano le caratteristiche del carattere di Franco Fiori.
Ci ha lasciato all’improvviso, in punta di piedi, come era suo stile. Ma è rimasto in tutti coloro che lo hanno conosciuto un grande rimpianto.
A Franco i giornalisti sardi devono molto. Il suo impegno ai più alti livelli nella Federazione della stampa e nell’Associazione della stampa sarda ha prodotto frutti importanti: pochi interventi pubblici, di quelli che danno visibilità, ma molto lavoro nell’elaborazione delle linee e nelle politiche sindacali, nelle battaglie per la libertà di espressione, nelle vertenze per il lavoro e la dignità della professione giornalistica. Intransigente sulla questione morale, era legato alle sue idee e alle sue convinzioni in campo politico e sindacale, ma sempre disponibile alla discussione ed al confronto. I problemi non voleva solo denunciarli, ma voleva risolverli davvero.
Ha lavorato per tanti anni all’Ufficio stampa della Regione come giornalista pubblicista e ne andava orgoglioso. Ha dato vita a numerosi giornali periodici di argomento culturale e sindacale in particolare. Diceva, un po’ scherzando (ma non troppo), che l’Ordine esiste perché esistono i pubblicisti, in massima parte lavoratori autonomi (contrariamente ai professionisti, in buona parte lavoratori dipendenti).
Oltre alla famiglia, che ha amato più di ogni altra cosa al mondo, le sue passioni erano il giornalismo, la musica e il teatro, E’ stato apprezzatissimo soprintendente dell’Ente lirico di Cagliari e con lui il Teatro lirico ha raggiunto il record di rappresentazioni liriche e di balletto, raddoppiando il numero di spettatori rispetto al triennio precedente.
Ma il suo carattere schivo e riservato gli ha imposto di vivere anche quei successi senza vanterie, senza squilli di tromba. Ci ha impartito una grande lezione.