19.09.2016 - Comunicato SUGLI ACCREDITI SOSPESI AI COLLEGHI DE LA NUOVA SARDEGNA Ieri, in occasione della partita di calcio Torres – San Teodoro, valida per la terza giornata del Campionato nazionale dilettanti, il cronista e il fotografo del quotidiano La Nuova Sardegna non sono stati ammessi allo stadio “Vanni Sanna”. Come è stato spiegato loro, la società rossoblù ha ritenuto di dover sospendere i loro accrediti. Una volta pagato il biglietto, il collega e il fotografo sono entrati allo stadio, ma al primo è stato impedito l’accesso alla tribuna stampa, al secondo l’accesso al campo. Fatto ancora più grave, al giornalista è stato interdetto anche l’accesso alla sala stampa per le rituali interviste al termine della partita.


L’Ordine dei giornalisti della Sardegna condanna fermamente l’episodio e auspica che simili fatti – che sono lesivi della libertà di stampa e di opinione e assumono una forma pericolosamente ritorsiva – non si verifichino ancora. Un conto è che una società sportiva ritenga, per sue ragioni, di dover sospendere qualsiasi uscita pubblica e di voler perciò proclamare il silenzio stampa. Altro conto è decidere con quali giornalisti e con quali organi di informazione parlare e con quali no, a quali domande rispondere e a quali no, quali critiche siano sopportabili e quali no.

 

L’atteggiamento assunto in questa occasione dalla dirigenza della Torres è inaccettabile e deve essere censurato dall’intera categoria, alla quale compete il solo dovere di svolgere il proprio lavoro senza altri condizionamenti se non quelli imposti dalle norme, dal codice deontologico e dal rispetto della verità. Qualsiasi ulteriore provvedimento adottato dalla società nei confronti dei colleghi de La Nuova Sardegna – ai quali va la solidarietà del consiglio dell’Ordine e, per suo tramite, di tutti i giornalisti sardi, con l’auspicio che ognuno possa continuare a svolgere serenamente il proprio dovere e a raccontare con la massima libertà le vicende sportive e societarie che interessano la Torres – o di altre testate di informazione, ci vedrà fermamente ostili, decisi a tutelare in ogni sede e con ogni strumento consentito il fondamentale diritto alla libertà di informazione.