03.06.2014 E' MORTO JOSTO MANCA, PER ANNI FOTOGRAFO DE L'UNIONE SARDA Manca, originario di Cuglieri, è morto a 81 anni. Suoi gli scatti più belli dagli Anni '60 ai primi '90. Le sue immagini hanno raccontato lo sport, da Gigi Riva al Brill Basket. Poi la cronaca con l'Anonima sequestri, le foto dei casotti del Poetto e i ritratti dei pazienti dell'ex manicomio. L'Ordine dei giornalisti della Sardegna partecipa al lutto dei colleghi de L'Unione Sarda e partecipa con affetto e commozione al dolore dei suoi cari.

 

Biografia (dal sito www.jostomanca.com)

 

 

 

 

Josto Manca, secondo di 6 fratelli (Serafina, Josto, Maria Cristina, Anita, Alfredo e Ada), nasce l’8 settembre del 1932 a Cuglieri ( provincia di Oristano). Un bellissimo paese situato sulle pendici settentrionali del Montiferru che attualmente conta circa 3.700 abitanti.

Nel 1940 si trasferisce, con la famiglia, nel capoluogo Sardo.

Nel 1943 periodo di sfollamento, la famiglia Manca si trasferisce nel vicino paese di Dolianova dove rimarrà fino alla fine della guerra.

Nel 1947 finite le scuole medie, malgrado il forte disaccordo del padre Giommaria Manca e la madre Francesca Casule, decide di abbandonare la scuola per dedicarsi alla sua grande passione: la fotografia.
I suoi inizi sono poco incoraggianti, ma la forte caparbietà e l’amore assoluto per la fotografia lo portano ad intraprendere una gavetta dura ma sicuramente formativa.

Nel giugno 1952, appena ventenne, approda al suo primo lavoro serio che gli apre una piccola finestra nel mondo della fotografia. Viene assunto come apprendista tuttofare presso la Moderno Bini Foto, piccolo studio fotografico in Via Roma a Cagliari. Qualche anno dopo approda da Sequi Agenzia Fotografica che, oltre ad avergli insegnato i primi veri trucchi del mestiere, gli fa incontrare quello che sarà il suo grande amico Cenzo Spina.

Nel 1961 inizia una nuova esperienza, come fotografo professionista, presso la Caboni Foto di Cagliari, studio fotografico di una certa importanza. L’Agenzia Caboni gli permetterà di occuparsi dei vari servizi fotografici per privati, matrimoni, battesimi,etc. Il lavoro presso lo studio Caboni però non è il sogno nel cassetto di Josto, lui punta a ben altro.

Nel 1962 sposa Marisa Fercia (sua fidanzata di sempre), dalla quale avrà 5 figli: Rita, Pierluigi, Cinzia, Alberto ed Elisabetta.

Finalmente, dopo tanta gavetta e tanti sacrifici, ecco l’occasione tanto attesa: una chiamata dall’Unione Sarda per sostituire, nel mese di Agosto, un altro grande fotografo del periodo: Aldo Pizzi. Per anni, i mesi di Agosto non saranno per lui giornate di ferie ma di lavoro intenso presso l’Unione Sarda. Era un inizio di ciò che sarebbe diventato il suo hobby/lavoro.

Nel 1967 il primo importante servizio riguardante il sequestro Deriu e nel 1968 il servizio che segna la svolta: unico reporter in Italia ad aver fotografato Luigi Moralis dopo il suo rilascio dall’avvenuto sequestro.

Nei primi anni '70 gli viene offerto il posto di Fotoreporter presso la testata giornalistica “Tutto Quotidiano”. Non più tardi di una settimana da quest’ultima assunzione, arriva la telefonata dall’Unione Sarda che gli propone un'assunzione a tempo indeterminato. Josto non ci pensa su due volte e lascia il “Tutto Quotidiano” per iniziare una nuova avventura. Il sogno di una vita.
Da questo momento diventerà il fotografo che racconterà la vita di Cagliari, della Sardegna, del Mondo; colui che ha saputo, attraverso le sue immagini, trasmetterci emozioni che davano la sensazione di essere dentro l'evento. Le sue immagini ci hanno raccontato lo sport (Gigi Riva, Basket Brill.), lo spettacolo (De Andrè, Celentano), la cronaca (Anonima Sequestri, incendio Moby-Line), le diverse realtà di vita (donne in miniera, pazienti dell’ex manicomio), la vecchia Cagliari (i casotti del Poetto, le vecchie Saline).

Nel 1996 inizia una nuova esperienza con l’ AP (Associated Press è una cooperativa di organi d'informazione che conta circa 1700 giornali e 5000 emittenti radiotelevisive. E' presente in 120 paesi del mondo con 242 sedi) con cui collaborerà per ben 5 anni.

Nel 2000 decide di abbandonare il giornale per dedicarsi totalmente all’amore della sua vita: Marisa.

Dal 2001 al 2007 “le ciliegine” sulla torta: la sua vita sarà resa più felice dall’arrivo delle sue adorate nipotine Sara, Alessia, Gaia ed Elena.

Oggi, nel 2010, con il suo amore di sempre, vive circondato dall’affetto della propria famiglia e dei suoi amici.
"Chi ha avuto il piacere di conoscerlo, non soltanto come fotografo, ma anche come uomo, è certamente a conoscenza del fatto che è riuscito a realizzare i propri sogni, a dare stabilità alla propria famiglia ed un ottima educazione ai propri figli grazie ai sacrifici suoi e a quelli di Marisa. Sacrifici che alla fine l’hanno abbondantemente premiato. Josto non é solo un fotografo che ha saputo raccontare un mondo che non c'é più, ma é anche il primo degli artisti che ci ha reso partecipi, attraverso i suoi scatti, delle tante emozioni che hanno coinvolto i Sardi e tutta la Sardegna ."